Normativa Immobiliare

Certificato di Agibilità: Cos'è, Quando Serve e Cosa Succede se Manca

Aggiornato: giugno 2026
10 min di lettura
Risposta Rapida

Il certificato di agibilità attesta che un immobile rispetta le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico previste dall'art. 24 del DPR 380/2001. Dal 2016 è sostituito dalla segnalazione certificata di agibilità (SCA), asseverata da un tecnico abilitato. Vendere una casa senza agibilità è possibile, ma la mancanza può costituire inadempimento del venditore.

Cos'è il Certificato di Agibilità?

Il certificato di agibilità è il documento che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico dell'edificio e degli impianti installati, oltre alla conformità dell'opera al progetto presentato. Lo prevede l'art. 24 del DPR 380/2001, il Testo Unico dell'Edilizia.

Attenzione al nome, perché dal 2016 le cose sono cambiate. Il D.Lgs. 222/2016 (il cosiddetto decreto "SCIA 2") ha sostituito il vecchio certificato rilasciato dal Comune con la segnalazione certificata di agibilità (SCA): oggi non c'è più un ufficio che "concede" l'agibilità, è un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere) che assevera sotto la propria responsabilità la presenza dei requisiti, e la segnalazione viene depositata allo sportello unico per l'edilizia del Comune. Nel linguaggio comune, però, si continua a dire "certificato di agibilità", e in questa guida useremo entrambi i termini.

Una distinzione che a chi compra casa conviene tenere a mente: l'agibilità riguarda i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza dell'immobile, mentre la conformità urbanistica e catastale riguarda la corrispondenza tra lo stato di fatto, i titoli edilizi e le planimetrie. Sono verifiche diverse: una casa può avere l'agibilità depositata e nascondere comunque una difformità edilizia, e viceversa.

Che Differenza C'è tra Agibilità e Abitabilità?

Oggi nessuna: "abitabilità" è il termine storico, "agibilità" quello corretto. Ma la confusione ha radici precise, e vale la pena ripercorrerle perché spiegano cosa puoi aspettarti di trovare (o non trovare) negli archivi comunali a seconda dell'età della casa.

L'obbligo nasce con l'art. 221 del Regio Decreto 1265/1934 (Testo Unico delle Leggi Sanitarie): gli edifici nuovi, ricostruiti o sopraelevati non potevano essere abitati senza la licenza di abitabilità, rilasciata all'epoca dal podestà. Per decenni si sono usati due termini distinti: abitabilità per gli immobili residenziali, agibilità per quelli non residenziali, come negozi e capannoni.

Il DPR 425/1994 ha poi ridisciplinato il rilascio del certificato di abitabilità, e il DPR 380/2001 ha unificato i due concetti in un unico certificato di agibilità, valido per qualsiasi destinazione d'uso. Ultimo passaggio, come visto, il D.Lgs. 222/2016 con la segnalazione certificata.

Tradotto in pratica: se la casa che stai valutando è degli anni '60, negli archivi del Comune cercherai una licenza di abitabilità; se è del 2010, un certificato di agibilità; se è stata ristrutturata in modo rilevante dopo il 2016, una SCA. Documenti diversi, stessa funzione.

Quando È Obbligatorio il Certificato di Agibilità?

L'art. 24, comma 2, del DPR 380/2001 elenca tre casi in cui la segnalazione certificata di agibilità va presentata:

  • Nuove costruzioni
  • Ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali
  • Interventi su edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità o risparmio energetico (una ristrutturazione importante, il rifacimento degli impianti, un cambio di destinazione d'uso)

La presentazione spetta al titolare del permesso di costruire o a chi ha presentato la SCIA, entro 15 giorni dall'ultimazione dei lavori. Chi non lo fa rischia una sanzione amministrativa da 77 a 464 euro (art. 24, comma 3): una cifra modesta, ed è uno dei motivi per cui in giro ci sono molti immobili senza agibilità depositata. L'utilizzo dell'immobile può iniziare dalla data di presentazione della segnalazione allo sportello unico.

Due precisazioni utili a chi compra. La prima: una casa costruita prima del 1934 e mai interessata da interventi rilevanti può legittimamente non avere alcun certificato, perché all'epoca l'obbligo non esisteva. L'assenza del documento, per gli immobili più vecchi, non è di per sé un'irregolarità. La seconda: il decreto Salva Casa (DL 69/2024, convertito dalla Legge 105/2024) ha aggiunto all'art. 24 i commi 5-bis e 5-ter, che permettono al tecnico di asseverare l'agibilità anche con altezza interna minima fino a 2,40 metri e per monolocali fino a 20 mq (una persona) o 28 mq (due persone), a condizione che si tratti di interventi di recupero con miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie.

Come Sapere se una Casa ha il Certificato di Agibilità?

Non esiste un registro pubblico online dell'agibilità: il documento sta nel fascicolo dell'immobile presso il Comune. I passaggi per verificarlo, in ordine di semplicità:

  1. Chiedi copia al venditore o all'agenzia. Il proprietario dovrebbe avere il certificato (o la ricevuta di deposito della SCA) tra i documenti della casa, insieme ai titoli edilizi. Una richiesta esplicita, per iscritto, è il primo filtro: se la risposta è vaga, è un segnale da approfondire
  2. Controlla l'atto di acquisto precedente (il rogito con cui il venditore ha comprato): spesso menziona l'agibilità o la sua assenza
  3. Fai un accesso agli atti in Comune (Legge 241/1990): presenti un'istanza all'ufficio tecnico, di persona, via PEC o tramite lo sportello telematico, e il Comune risponde entro 30 giorni. La presa visione è gratuita; per le copie si pagano i diritti, variabili da Comune a Comune. Se non sei ancora proprietario serve dimostrare un interesse concreto: in genere basta una proposta d'acquisto o una delega del venditore
  4. Incarica un tecnico: per gli immobili con storia edilizia lunga è la strada più sicura, perché il tecnico ricostruisce l'intero fascicolo e ti dice anche se l'agibilità depositata copre lo stato attuale della casa

Una cosa che facciamo bene a dirti chiaramente: nessun servizio online interroga gli archivi comunali dell'agibilità, House Vertical compreso. Quello che puoi fare subito, mentre aspetti i documenti, è uno screening degli altri segnali: vuoi sapere se la casa che stai guardando presenta indicatori di possibili problemi su catasto, zona e contesto? Controlla gratis in 1 minuto con il semaforo urbanistico di House Vertical: inserisci l'indirizzo e ottieni una prima fotografia dei segnali da approfondire.

Si Può Vendere o Comprare una Casa Senza Agibilità?

Sì, il rogito di una casa senza agibilità è valido: la mancanza del certificato non rende nullo il contratto, perché incide sull'adempimento del venditore, non sulla validità dell'atto. Ma questo non significa che sia un dettaglio.

La Cassazione (sez. II, sentenza n. 34211/2022) ha ribadito che la consegna del certificato di agibilità è un obbligo del venditore: chi compra ha diritto a un immobile che possa essere legittimamente adibito all'uso pattuito. E ha distinto tre scenari, dal più grave al più lieve:

  • Aliud pro alio ("una cosa per un'altra"): se l'agibilità manca per difformità non sanabili, hai comprato un bene diverso da quello promesso e puoi chiedere la risoluzione del contratto, senza i termini brevi di decadenza previsti per i vizi
  • Mancanza di qualità essenziali: se le carenze sono sanabili, si applicano i rimedi sui vizi della cosa venduta
  • Semplice ritardo: se i requisiti ci sono tutti e manca solo il deposito della pratica, l'inadempimento in genere non giustifica la risoluzione, ma può dare diritto al risarcimento del danno dimostrato

Nella pratica notarile la vendita senza agibilità si fa, di solito con una clausola espressa in cui l'acquirente dichiara di conoscere la situazione ed esonera il venditore dall'obbligo di consegna. Firmarla è legittimo, ma significa rinunciare a buona parte delle tutele viste sopra: fallo solo a ragion veduta, dopo aver capito perché l'agibilità manca e quanto costerebbe ottenerla, e fatti riconoscere la differenza sul prezzo. Se sei alla firma del preliminare, il consiglio pratico è opposto: metti nero su bianco l'obbligo del venditore di consegnare l'agibilità entro il rogito. Per il quadro completo dei controlli da fare prima di una proposta, vedi la nostra guida su cosa controllare quando compri casa da un privato.

Cosa Succede con il Mutuo e Come Si Rimedia se l'Agibilità Manca?

Il primo impatto concreto riguarda il mutuo. La banca, prima di erogare, manda un perito a valutare l'immobile, e tra i documenti richiesti ci sono in genere i titoli edilizi e l'agibilità. L'assenza del certificato non blocca automaticamente la pratica, ma la complica: alcune banche chiedono di regolarizzare prima del rogito, altre riducono l'importo finanziabile. Lo stesso vale quando un domani sarai tu a rivendere: il problema si ripresenta al tuo acquirente.

La buona notizia è che, se i requisiti ci sono, la situazione si regolarizza: un tecnico abilitato verifica lo stato dell'immobile e degli impianti e presenta una segnalazione certificata di agibilità anche a distanza di anni dalla fine dei lavori, pagando la sanzione per il ritardo (da 77 a 464 euro). I costi complessivi sono in genere contenuti: secondo le stime di Immobiliare.it, ai diritti di segreteria comunali (nell'ordine di 150 euro, variabili da Comune a Comune, più 16 euro di marca da bollo) si aggiunge l'onorario del tecnico, indicativamente tra 200 e 1.500 euro a seconda della complessità. Se invece i requisiti non ci sono (impianti non a norma, difformità edilizie da sanare prima), il conto sale e i tempi si allungano: un motivo in più per saperlo prima di firmare, non dopo.

Il punto, come per gli abusi edilizi, è arrivare alla proposta con le carte in mano. L'agibilità si verifica in Comune e si attesta solo tramite un tecnico abilitato; quello che puoi fare prima, da casa, è lo screening documentale. Il report di House Vertical raccoglie in un unico PDF i dati catastali ufficiali, le ipoteche e le trascrizioni in Conservatoria, le quotazioni OMI di zona e gli indicatori territoriali da dieci fonti ufficiali: tutte le verifiche documentali che un tecnico ti farebbe pagare €300, a €49 + IVA, soddisfatti o rimborsati. Non certifica l'agibilità, ma ti dice se il quadro complessivo dell'immobile merita l'intervento del tecnico. E se sei ancora nella fase in cui confronti più case, parti dal passo zero: il semaforo urbanistico gratuito ti restituisce in un minuto, indirizzo alla mano, una prima indicazione dei segnali da approfondire. Gratis, senza impegno.

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